Passato, presente, infinito

Una selezione di opere dal ’68 ad oggi, quasi mezzo secolo della formidadile avventura del maceratese Silvio Craia che ha tracciato in maniera indelebile la sua figura di artista ed organizzatore di eventi. Impossibile elencare tutto quello che ha fatto, sta facendo ed ha in programma di fare. L’incontro con uno dei più grandi letterati del Novecento, Emilio Villa, propulsore di nuove avanguardie, lo incoraggia e promuove il suo modo di operare. Le “idrologie”, ideate e realizzate con Emilio Villa e Giorgio Cegna nel 1968, sono le opere che hanno di più identificato l’artista durante il suo percorso artistico. Tuttavia egli non ha mai smesso di inventare e costruire le sue visioni senza perdere la volontà di divertirsi democraticamente, così come intende la sua arte, facile ed accessibile a tutti. La sua disponibilità a fare arte senza pregiudizi ha contribuito a chi ha frequentato il suo studio e le sue iniziative culturali a ricevere un apertura mentale libera da ogni schema accademico. Giulio Perfetti , artista di una generazione che nasce negli anni in cui Craia si divertiva a far girare le palle-idrologie, è uno di quelli che ha saputo cogliere dal maestro l’amore per l’arte della sperimentazione e la continua ricerca del nuovo utilizzando le più svariate tecniche. ”Passato-presente-infinito”, il titolo della mostra, sta a significare che l’arte è nella sua interezza universale ed infinita. Il legame che unisce i due artisti, a cento anni dalla nascita del visionario tramite Emilio Villa, è la continua ricerca della meraviglia .