Ciò che è in alto è come ciò che è in basso

Nella cronologia fotografica vengono descritte le fasi della lavorazione della grande goccia realizzata per la mostra ''LUX colori nutrizionali'' alla Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata dalla progettazione alla realizzazione fino all'installazione finale.
L'opera si ispira alla solenne aulicità dell’ambiente che la ospita, il visitatore viene condotto attraverso un percorso denso di suggestioni, sia concettuali che emotive, a percepire lo spazio con un approccio diverso dalla normale visita della storica biblioteca.
Nella visita preliminare l'artista ha individuato il soffitto decorato all'ingresso come crocevia della sala degli specchi con il suggestivo corridoio che immette nelle sale laterali. Il soffitto, privo di lampadario ma provvisto di un gancio, è stato subito fonte di ispirazione per sospendere un opera che avesse come forma una goccia, simbolo-cifra dell'artista. Successivamente si è passati alla progettazione per stabilire la forma e le proporzioni, poi alla decisione di realizzarla in vetroresina per fare in maniera di renderla leggera e non creare lesioni di alcun tipo al soffitto. La creazione della goccia si è avvalsa della collaborazione dello scenografo Marco Casorati e della decorazione di Emilia Pieroni.
Il regista Giulio Perfetti, ispirato dalle riflessioni degli specchi della sala anticati e anneriti dal tempo, ne ha inserito uno di forma circolare a terra per far riflettere il visitatore sull'opera sospesa e metterla in relazione con il soffitto in alto a sottolineare che 
"ciò che è in alto è come ciò che in basso". Riprendendo il messaggio che è alla base della Tavola Smeraldina, un testo esoterico che ha attraversato numerosi contesti geografici e temporali, l'artista ha voluto ricreare la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, tra la dimensione superiore o divina e quella umana che ne è un'emanazione speculare.