Non c'è trucco non c'è inganno

“Non c’é trucco non c’é inganno ATTO II”: Laboratorio41- Perfetti / Chavar

Mi duole il cuore che i miei amici abbiano iniziato a piangere la mia assenza di sabato pomeriggio ma ragazzi, ormai sono diventata una “Laboratorio41 addicted”. Il colpo di grazia mi è stato dato da nientepopodimeno che la sfida all’ultima opera di Giulio Perfetti ed Hernàn Chavar.

L’evento si propone come il secondo atto di un appuntamento che è diventato istituzione per Laboratorio41, lo conosciamo bene: “Non c’é trucco non c’é inganno”, happening che vede due artisti all’opera lo stesso pomeriggio, nella stessa stanza e con gli stessi spettatori che liberamente hanno il piacere di seguire il lavoro di entrambi.
La proposta di Sabato 22 Marzo è stata inaspettata, sperimentale e curiosa: Giulio Perfetti VS. Hernan Chavar. Accettando l’invito all’evento ho avuto il piacere di vedere come due dei più particolari ed originali artisti che espongono alla galleria maceratese compongano e costruiscano le loro opere.
Giulio Perfetti è uno di casa, come ben sappiamo designer, artista e collaboratore del Laboratorio41; lui ha il pregio di saper trasmettere con la sua persona e con le sue creazioni artistiche una pace, una serenità ed un’atmosfera carica di positività tanto palpabile da potersi tagliare con un coltello.
Nell’altra postazione di gioco abbiamo un personaggio altrettanto sorprendente; vi presento, se già non lo conoscete, Hernan Chavar: artista amatissimo da giovani e meno giovani forgiato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata e anche lui espositore alla galleria.
Dalle cinque e mezza Perfetti inizia a riempire le sue sei tele già colorate; dopo averle rimirate le decora con frammenti di giornali ritagliati con cura, le arricchisce di disegni metaforici e le coltiva come farebbe un diligente agricoltore con il suo campo. E’ piacevolissimo vedere Giulio all’opera, il suo è un lavoro minuzioso, silenzioso e molto personale che fa riflettere, interpretare e perché no, viaggiare.
Il mitico Chavar dopo aver estasiato gli occhi del pubblico con i colori brillanti ed il realismo di alcune precedenti opere raffiguranti astronauti, animali e dei ritratti della Gioventù Hitleriana tira fuori i fogli bianchi con delle tracce di matita: Signore e Signori, cervi.
L’eleganza e la raffinatezza di un animale nobile come il cervo rappresenta perfettamente lo stile e il modus operandi di Hernan, autore giovane, con idee altrettanto giovani ma con un retrogusto tradizionale.
Due artisti con la a maiuscola, capaci di trasmettere non solo con le opere, ma anche con le loro tecniche di realizzazione dell’opera tutto il loro essere anche se con tempi, tecniche e concezioni totalmente diverse. Due artisti, ci tengo a dirlo, squisitamente modesti ed aperti che hanno reso accattivante la serata ed hanno introdotto nella gallerie nuovi personaggi, inaspettati come le due splendide ragazze adornate di lunghi abiti e soprannominate “vestali” o il mio vecchio amico Emanuel di Milano, eccentrico e appassionato al punto di seguire il suo amatissimo Chavar fino a Macerata; le new entry sono state naturalmente affiancate dai alcuni dei titani della galleria: un Cristallini che da artista come da spettatore è sempre capace di tenere banco o Alessandro Leanza, il papà del Laboratorio41 che sta dando il meglio di sé, concedendo l’opportunità d’immergersi nell’arte come concetto e come atto, a tutti.

Margherita Blasetti